“La danza non è un campo esclusivo per nessuno. Dà gioia e euforia a tutti coloro che vi partecipano come danzatori o spettatori. Il linguaggio della danza non conosce confini.Va oltre la classe sociale, l’istruzione, il paese, il credo. Il suo vocabolario è infinito, poiché l’emozione umana risuona attraverso il movimento. La Danza arricchisce l’anima e solleva lo spirito. la Danza vive all’interno di tutto ciò che vive. Facciamo ballare tutti i bambini e sicuramente seguirà la pace.” (Natalia Titova)

 

La danzaterapia rappresenta un’attività che fino a poco tempo fa risultava quasi sconosciuta; negli ultimi anni si sta invece diffondendo sempre maggiormente in Italia.
Essa rappresenta una disciplina olistica che può essere impiegata in svariati ambiti e da diversi professionisti ed ha come obiettivo principale quello di promuovere il benessere psicofisico di una persona attraverso il linguaggio corporeo.

“La danza è la madre di tutte le arti.
La musica e la poesia esistono nel tempo; la pittura e l’architettura nello spazio. ma la danza vive contemporaneamente nel tempo e nello spazio” (Curt Sachs)

Si tratta di un prezioso strumento di espressione globale dell’individuo che attraverso il movimento spontaneo e creativo nello spazio permette di sperimentare un canale alternativo di comunicazione delle proprie emozioni e dei propri vissuti.

In generale, mira a produrre miglioramenti alla qualità della vita attraverso la canalizzazione delle emozioni e il gesto spontaneo.
L’individuo che la pratica riesce a conquistare uno spazio di espressione di sé speciale, stimolato dal benessere che il corpo in movimento sperimenta.

“Il bambino canta ancora prima di parlare, balla ancora prima di camminare. La musica è nei nostri cuori fin dall’inizio”
(Pam Brown)

 

La danzaterapia è un’ esperienza profonda di ascolto di sé e dell’altro, porta alla costruzione di una relazione speciale che permette a chi la pratica di assaporare una dimensione legata alle Origini, a qualcosa di arcaico che è insita nella nostra storia.
La danzaterapia permette di vivere un viaggio che conduce alla conoscenza di se stessi, ma assume una funzione fortemente aggregativa se praticata in gruppo.
Si tratta di un’ottima opportunità di esplorazione di sé e degli altri in grado di rafforzare la nostra identità.

“Ogni volta che penso al mio corpo lo immagino che si muove nello spazio e nel tempo… Questo è l’unico modo che conosco per esprimere me stessa e sentirmi libera…” (Simona Atzori)

 

La danzaterapia non richiede particolari abilità e tecnicismi, risulta accessibile a qualunque fascia evolutiva e può essere realizzata anche da soggetti portatori di disturbi o deficit a livello psicofisico.
“Sebbene il termine “terapia” sembra voler attribuire principalmente alla danzaterapia una sorta di valenza terapeutica, sono numerosi i campi e i metodi di applicazione e a seconda dei contesti e degli scopi può assumere differenti sfumature.
Essa può essere utilizzata in campo strettamente clinico oppure di tipo socio-educativo con funzioni di prevenzione, riabilitazione e terapia.
Inoltre può essere realizzata individualmente o in una dimensione gruppale e spesso integrata con altre forme di arteterapia allo scopo di valorizzare la sua dimensione creativa. Possono essere introdotte attività complementari come l’utilizzo alternativo di oggetti e materiali e attività di pittura, scultura, disegno, ideazione di fiabe,…
Le metodologie impiegate sono numerose e anche i paradigmi teorici a cui si fa riferimento variano a seconda di chi la utilizza e delle finalità perseguite. Durante un incontro di danzaterapia spesso si fa uso di un accompagnamento musicale che può assumere un ruolo di contenimento ed allo stesso tempo può stimolare alcune funzioni fisiologiche come il battito cardiaco e la respirazione.

“Ci sono momenti in cui la semplice dignità di un movimento può sostituire degnamente una montagna di parole”
(Doris Humphrey)

Tale attività oltre a stimolare la creatività tramite proposte di tipo ludico, favorisce anche lo sviluppo delle abilità psicomotorie e sociali.
L’incontro con l’altro e la presa di coscienza delle diversità, dei limiti e delle risorse presenti in ciascuno di noi possono produrre un arricchimento generale ed una più profonda conoscenza di sé in relazione al mondo circostante.
Sebbene le scuole e i corsi di formazione siano numerosi in Italia, non esiste ancora una specifica regolamentazione rispetto ai requisiti che deve possedere un danzaterapeuta. Anche nei casi in cui non si vada ad impiegare la danzaterapia in ambito strettamente clinico, occorre ricordare che si può correre il rischio di andare a sfiorare alcune corde emotive molto profonde e delicate di chi la sperimenta .
Utilizzando in primis il linguaggio corporeo come strumento di azione, vengono coinvolti profondamente i vissuti emotivi delle persone; pertanto il conduttore deve essere in grado di gestire l’emotività e i vissuti di ogni individuo.

“Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la Danza”
(Pina Bausch)